La presenza delle Figlie della Carità ad Ariccia, nasce dal cuore “ colmo di bontà per i Poveri” della Principessa Antonietta Chigi.

L’idea era già maturata da qualche anno nella mente della Nobildonna ( la Famiglia Chigi era proprietaria di numerosi edifici e grandi estensioni di terreni ), la quale voleva destinare una piccola parte del patrimonio di famiglia alla creazione di una scuola per i più poveri.

 

 

Furono altre famiglie Nobili di Roma che già avevano realizzato simili progetti a farle conoscere le Figlie della Carità. Ella stessa prese contatti con la Superiora Generale a Parigi , chiedendo ed ottenendo tre Suore; infatti il 17 Settembre 1874, veniva stipulata una Convenzione tra la Famiglia Chigi e la Comunità delle Figlie della Carità. Le Suore “ è scritto nel documento” dovevano: “fare gratuitamente la scuola alle ragazze povere, insegnare loro a leggere e a scrivere e i principali misteri della nostra Santa religione, tenere parimenti la direzione dell’asilo per i bimbi dei due sessi”.

Le Suore arrivarono dalla Francia e occuparono lo Stabile di Via Laziale n° 29 “ tutt’oggi ancora abitato dalle stesse”, concesso loro dalla Famiglia Chigi; ben presto la casa si riempì di piccoli per l’asilo,le bambine per la scuola e le adolescenti per il laboratorio di ricamo e di cucito.

Le Suore che non conoscevano la lingua Italiana e tanto meno il dialetto “Ariccino” conoscevano però altri linguaggi che le facilitasse  di interagire con la gente: i gesti, per esempio, il sorriso, il tono della voce, lo sguardo ecc…tanto da instaurare tra loro un rapporto di stima, di fiducia, di rispetto. Molte sono le testimonianze lasciate dalle persone sul lavoro svolto dalle suore, erano instancabili e tutto ruotava intorno a loro. La Domenica poi per molti aspetti era la giornata più impegnativa perché si dedicavano a fare il catechismo, si occupavano delle ragazze dell’ Associazione delle Figlie di Maria…. Con il passar del tempo e dell’aumentare delle necessità crebbe anche il numero delle Suore  “ da Tre a Otto “.

Nei primi anni del  “ 900 ”ad  Ariccia si sono susseguite varie malattie infettive quali: la Spagnola, il Vaiolo, il Tifo; le Suore spinte solo dall’amore di Dio per il Povero hanno fatto fronte a tante emergenze, andando a visitare e a portare da mangiare ai malati abbandonati dalle stesse famiglie perché temevano il contagio.  Erano entrate nel cuore della gente, la loro casa era frequentata da tutti in cui ognuno trovava: accoglienza, ascolto, aiuto, preghiera “ non erano solo parole “ma gesti concreti , in realtà tutto un mondo si muoveva all’interno e all’esterno della casa ; erano povere tra i poveri ma sempre pronte a portare Dio attraverso infiniti gesti di carità, senza risparmiarsi, senza lasciarsi intimidire neppure di fronte alle assurde violenze  della guerra, hanno vissuto momenti molto duri e la loro vita non ha conosciuto soste.

Con il passar del tempo all’interno della casa si verificarono cambiamenti come la chiusura della farmacia, dell’ospedaletto, anche il nido venne distrutto durante i bombardamenti del 1944 e nel 1946 si verificò un evento particolare : i Principi Chigi donarono al Comune l’asilo con la clausola che la direzione fosse mantenuta dalle suore e dopo varie vicissitudini anche per Ariccia si fece sentire il problema del calo numerico delle Suore e furono costrette dapprima a ridurre le sezioni dell’asilo fino alla chiusura definitiva avvenuta nel 2001 .Con nostalgia ma senza rimpianti le Figlie della Carità continuarono  ad essere presenti sul territorio a servizio dei poveri, trovarono altri spazi in collaborazione con il Volontariato Vincenziano, a rispondere ai bisogni di chi si rivolgeva loro per l’ascolto, tante le urgenze materiali e spirituali, anziani soli e malati che aspettavano una visita a casa loro, immigrati che chiedevano pane , vestiario e tanta solidarietà, genitori che ponevano domande e attendevano risposte costruttive per l’avvenire dei loro figli, coppie in crisi…tante persone e tante storie.

Oggi dopo 137 anni di presenza sul territorio possiamo affermare che siamo ancora qui ad offrire il nostro servizio sull’esempio delle tante nostre Sorelle che ci hanno preceduto, rendendoci disponibili verso qualsiasi forma di povertà, ma soprattutto per essere un piccolo umile segno della bontà di Dio tra la gente spendendo le energie a favore della :Pastorale giovanile e Catechesi, visita a domicilio, animazione spirituale allo Spolverini, al centro anziani, offrire il servizio anche sporadico alla mensa per i fratelli più svantaggiati, il tutto in collaborazione con la Parrocchia e con le Associazioni di Volontariato Vincenziano e Figlie di Maria.( o Associazione delle Medaglia Miracolosa )

Anche se il calo numerico delle Suore pone qualche problema possiamo sempre affermare senza timore che il nostro Carisma conserva intatta la sua vitalità. Ce lo ricordava Giovanni Paolo II nel lontano 1997: “ il carisma di San Vincenzo è di una bruciante attualità, sta a voi renderlo vivo la dove siete inviate e ancora nel Maggio del 1991 ci aveva detto: “ la sorgente viva del vostro servizio dei poveri consiste nella contemplazione quotidiana del Cristo, nella condivisione concreta delle sofferenze, delle insicurezze, del rifiuto, della umiliazione, della disperazione dei Poveri”.

Anche se i tempi sono cambiati e alcune forme di povertà sono state abolite,ne sono sorte altre non meno urgenti quali: i malati di AIDS, drogati, emarginati, disoccupati, senza tetto, rifugiati vittime della guerra e della  fame, persone separate, persone senza Dio, donne sfruttate, violentate, solitudine degli anziani, bimbi abusati,uccisi,abbandonati ecc…noi siamo certe che per vivere più intensamente il Carisma ereditato dai nostri Fondatori,siamo chiamate oggi più che mai ad essere per i poveri e con i poveri, gli operatori della nuova evangelizzazione e della promozione integrale dell’uomo.

Il Signore ci conceda quella forza d’impegno necessaria ad essere fedeli, e a continuare il servizio iniziato tanti anni fa. Vogliamo con l’aiuto di Dio essere una presenza profetica, significativa, discreta, prudente e propositiva , vivendo in atteggiamento di semplicità, di spontaneità, rispettoso e dignitoso allo stesso tempo,essere attente,pronte all’ascolto,vivendo e manifestando il vero spirito vincenziano.

La nostra quotidiana presenza e partecipazione alla vita della  Parrocchia ci  fa sentire a tutti gli effetti Figlie di Parrocchia come eravamo all’inizio della nascita della Compagnia.