Il 10 giugno 1726, domenica di Pentecoste, il patriarca latino di Costantinopoli monsignor Camillo Cybo incoronò nuovamente l'immagine della Madonna di Galloro, con una sfarzosa cerimonia nell'anniversario della traslazione della sacra immagine nella chiesa.

Il 9 febbraio 1798 il generale francese Louis Alexandre Berthier occupò Roma, e di conseguenza il 15 febbraio venne proclamata la Repubblica Romana. Ai Castelli Romani, Frascati, Marino, Albano Laziale e Velletri si costituirono ciascuna in repubblica autonoma gemellata a quella romana; i conventi vennero chiusi e i loro beni requisiti. L'11 aprile 1798 un commissario francese dipendente dal governo di Albano impose la consegna di tutti i tesori conservati nel santuario di Galloro: finirono così in mano francese le due corone d'oro della Madonna di Galloro, del valore di 107 scudi, gli ex voto d'argento, i calici e gli arredi sacri per un totale di oltre venti libbre di metalli preziosi. Il monastero ed il santuario furono chiusi, e il popolo ariccino, temendo che l'immagine potesse essere profanata, pensò bene di trasportarla nella Collegiata di Santa Maria Assunta all'interno dell'abitato: così l'11 novembre 1798 la Madonna di Galloro abbandonò il proprio santuario.

In questa circostanza, un altro grande miracolo è attribuito alla Madonna di Galloro: il 25 novembre 1798 oltre tremila francesi si accamparono nelle campagne di Ariccia, per fronteggiare l'avanzata dell'esercito sanfedista guidato dal cardinale Fabrizio Ruffo e da Ferdinando IV di Borbone; cinquanta di essi stavano per mettere a sacco il paese, quando la notizia dell'imminente arrivo dei napoletani li fece battere in fuga senza che avessero potuto nuocere più di tanto.